Matteo Renzi ha gettato Giuseppe Conte nella buca di un governo di minoranza.
Il premier non ha i voti per governare nemmeno con il soccorso dei senatori a vita o dei senatori raccolti all’ultimo minuto.
Ogni provvedimento sarà sotto lo scacco dei 16 (o 18) senatori renziani che potranno decidere di bocciare un provvedimento con un roboante voto contrario o di farlo passare silenziosamente con la sola astensione, senza uscire allo scoperto del voto favorevole quindi.
Di fatto un capolavoro politico se ci pensate bene.
Senza contare che nelle commissioni sarà guerriglia vietnamita.
Il buon Renzi ha messo Conte nella situazione peggiore: dover dettare scelte impopolare con la carabina di Italia Viva continuamente puntata.
Una situazione chiaramente insostenibile che, a mio avviso, porterà Conte a rivedere necessariamente i rapporti con l’ex alleato il quale otterrà gran parte delle cose che ha chiesto.
Questo perché è chiaro a tutti che il prossimo turno elettorale vedrà il centro destra vincere. E gran parte degli attuali eletti non ritroveranno lo stesso stipendio da parlamentare. Per cui l’interesse personale a rimanere a galla è palese.
La domanda che tutti gli italiani si fanno, però, è: può un governo ormai privo di forza, senza maggioranza, tenuto in scacco da un politico che l’Italia per molti aspetti disprezza, imporre al paese scelte difficili in un momento drammatico?
Con che autorevolezza Conte andrà in diretta streaming a dire agli italiani “ancora un piccolo sforzo”?
Molti osservatori dicono che la crisi politica in questo momento è inspiegabile ed irresponsabile. Che ci si dovrebbe stringere attorno al governo per la ragion di Stato.
Io penso, invece, che ciò sarebbe vero se il governo fosse in grado di essere parte della soluzione e non parte del problema.
Penso inoltre che le questioni democratiche vadano risolte con l’unica formula democratica che esista: il voto.
Se Conte non ha i numeri parlamentari per andare avanti con forza e credibilità dovrebbe andarsene e lasciare il passo alla scelta della democrazia.
Non c’è virus che possa essere più pericoloso di una forzatura antidemocratica: un governo, nato nella contraddizione, senza numeri, che sta in piedi solo per non mandare al governo l’altra parte politica non è espressione di responsabilità ma di follia. E smina dalle fondamenta lo Stato di diritto.
Se gli Italiani vorranno dare a Salvini, alla Meloni o a chi altri l’onere di governare è giusto che sia così.
Si chiama democrazia. E deve piacere sia quando il vento gira da una parte, sia quando gira dall’altra.
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